La moto di sinistra

La moto “di sinistra”

SI

Natura

Silenzio

Grandi spazi

Nessuno in giro

Sperare di non arrivare mai

Andare verso il sole di mezzanotte

Nessuna strada è abbastanza secondaria

Come in vela, viaggiare per il puro gusto

Il passeggero, se c’è, è in silenziosa sintonia

 

La moto “di destra”


NO


Impennate

Motoraduni


Scarichi aperti

Chi l’ha più grossa

Sgommate al semaforo


Un’ora da casello a casello

Tutti a guardarti le cromature

Interfoni, telefonini con auricolare

Sorpassi sul filo del guard-rail dell’autostrada

Ma allora le Donne dovrebbero essere in larga maggioranza motocicliste per piacere.
Nel mio incontenibile ottimismo,credo che questo spazio possa fomentare le donne a riappropriarsi del loro tempo e delle loro fantasie ANCHE andando in giro in moto magari lasciando i bambini a casa con il loro compagno a curare la casa e a fare il bucato.

LO IUD come la SHOAH?

MA DAVVERO LA SPIRALE CONTRACCETTIVA E’ COME LA SHOAH?

“Ai circa 200 milioni di vittime dei totalitarismi del Novecento, devono essere sommati altrettanti feti, nonché lo sterminio di embrioni soppressi con la fecondazione assistita o con metodi anticoncezionali come la spirale”.
Così il noto editorialista Antonio Socci – mica uno qualunque – in occasione del convegno “L’eclissi della Bellezza – Genocidi e diritti umani”, tenuto nelle settimane scorse all’Università Cattolica di Brescia. Proviamo a seguire, se tale si può definire, il filo del ragionamento.
Delle stragi per così dire “ufficiali” del secolo breve, sappiamo tutto o quasi. I cattolici integralisti vorrebbero sommare nel calcolo anche i morti per aborto: una tesi assurda ma certo non nuova, da parte di chi ha sempre considerato l’interruzione di una gravidanza alla stregua di un omicidio.
Proseguendo sulla strada della follia, la faccenda però diventa ancora più inquietante e pericolosa.
Non solo il feto abortito è “persona”, ma anche l’embrione, sin dall’istante del concepimento, tanto da essere tutelato giuridicamente dall’articolo 1 della Legge 40.
Ne consegue, argomenta Socci, che tutti gli embrioni persi nel mondo attraverso tutti i tentativi di fecondazione in vitro sono “persone” sterminate. Ma non basta. Quando una donna ricorre alla spirale contraccettiva, l’ovulo fecondato vive normalmente due giorni nelle tube e poi tre giorni nell’utero, dove l’ambiente reso ostile dalla spirale gli impedisce di svilupparsi. Questa “persona” di cinque giorni viene dunque, secondo Socci, uccisa – avvelenata o soffocata non sappiamo bene. Poiché è presumibile che una donna che usa la spirale abbia rapporti sessuali frequenti, possiamo immaginare che resti “incinta” quasi una volta al mese. Facciamo dieci volte all’anno ? Nel corso di venti o trent’anni di attività sessuale, è ragionevole stimare, nella mente allucinata dei “religiosi”, che costei stermini mediamente fra i due e i trecento figli nel corso della sua vita.
Ma quante sono, in Italia e nel mondo, le donne che usano la spirale? Confesso di non saperlo. Milioni, suppongo. Se vi interessa conoscere il dato, chiedete a Socci, che credo abbia anche scritto un libro sull’argomento. Io mi fermo qui.
Ci sono alcuni aspetti però sui quali vorrei richiamare l’attenzione. Il primo e più importante: la comunità ebraica non ha nulla da dire? Quante volte l’opinione pubblica è stata messa in guardia dal rischio di “banalizzare” la Shoah? A fronte della strage immane di persone innocenti, assassinate legalmente nel grembo materno, cosa sono in fondo “appena” sei milioni di ebrei eliminati nei campi di concentramento nazisti? Ben poca cosa, direbbe Socci.
Davvero gli ebrei italiani sono così timidi nei confronti dei loro “fratelli minori” cristiani, da non sentire il bisogno di levare la loro voce in questa circostanza?
Aggiungo un altro paio di considerazioni. Quante volte abbiamo sentito, durante gli anni di piombo, accusare i “cattivi maestri”? Questo ragionamento per Socci non vale? Se un pazzo fanatico sparasse domani a un ginecologo che pratica normalmente l’interruzione di gravidanza in un ospedale italiano, non sarebbe lecito accusare Socci (e con lui Ratzinger, Ruini, Binetti e tutta l’allegra compagnia) di essere i mandanti morali di quel folle gesto? In fondo, chi di noi non sparerebbe a Hitler, se sapesse con questo di impedire anche solo una parte delle sciagure che costui ha provocato? Sto esagerando? Non credo. In America è già successo.
Infine, a quanti pensano che si tratti in fondo di questioni marginali, limitate all’ambito culturale e religioso, oggetto di furore “laicista” da parte mia, ricordo quanto è accaduto poche settimane fa in Regione Lombardia, dove è stata approvata un nuova normativa per la sepoltura obbligatoria dei feti abortiti. Ora, grazie a questa norma, immagino che a una donna – già gravata dai tormenti interiori e dai sensi di colpa conseguenti a un aborto – negli ospedali lombardi verrà chiesto: “Vuole dare disposizioni sulla sepoltura del feto? Altrimenti l’ospedale provvederà d’ufficio”. A spese dei contribuenti, naturalmente. Complimenti.
Non riesco a trovare parole abbastanza dure per descrivere tutto questo. Non so come definirlo. Fanatismo religioso? Oscurantismo medioevale? Delirio mistico? Dogmatismo ideologico? Superstizione?
A chi osserva che non è più tempo di caccia alle streghe, mi viene obiettare: non ancora. E’ vero, nessuna donna oggi viene mandata sul rogo per avere usato la spirale come contraccettivo. Intanto però Socci e i suoi continuano ad accatastare fascine.

Via Orti: una storia di protervia metropolitana

Scompare un altro aspetto della cara vecchia Milano

 

Nella Milano del terzo millennio esistono ancora luoghi dove i centri commerciali e i palazzi delle multinazionali non hanno soppiantato piccoli negozi e botteghe artigiane, dove si fa la spesa a piedi lasciando un passeggino sul marciapiede, e dove i passanti, incontrandosi, si salutano.
Via Orti è uno di questi luoghi. Qui un percorso pedonale consente di camminare tenendosi per mano o spingendo una bicicletta, lungo i negozi, le botteghe e i portoni delle case. In fondo alla via c’è lo sbocco su via Braida, un passaggio tradizionalmente utilizzato da tutti coloro che abitano, lavorano e frequentano quell’area per raggiungere a piedi i viali della circonvallazione.
Alla fine del 2007 gli attuali occupanti degli uffici al civico 18, il cui ingresso si affaccia su tale sbocco, hanno chiuso il transito pedonale saldandovi una cancellata. Con questo gesto arrogante impediscono il passaggio ai passanti e negano il valore storico di un sentiero costruito quando nella via c’erano, come racconta il nome, gli orti.

Fulmini sulla via della Forcola

Mai mettere i piedi per terra

 

 

Sono passato dalla Forcola di Livigno sotto un temporale con fulmini e saette. Un fulmine mi ha fuso lo specchietto retrovisore di sinistra rendendolo un moncherino fumante.

Se posso scriverlo sul blog è perchè ho tenuto i piedi sollevati da terra, nonostante il tuono, la puzza di zolfo, la luce azzurrina e le voci e visioni che mi sovrastavano dal cielo. L’officina che mi ha venduto lo specchietto nuovo ha tenuto il moncherino fumante e lo ha messo in una apposita vetrinetta di ex-voto motociclistici.

Mestruare è un omicidio

Mentre  la Compagnia delle Opere provvedeva

a far man bassa di soldi e di commesse di lavoro

monopolizzando la sanità Lombarda…

così il Movimento per la Vita dissertava

GIA’ UN MILIARDO DI OMICIDI IN ITALIA
dal: Giornale di Genova di domenica 01 luglio 2007
Avere dei «fans» che ci seguono pur nel rispetto delle idee altrui ci rallegra perchè significa che la gente comunque si lascia toccare dall’argomento della Vita. Sono troppi gli attacchi che la vita umana subisce ogni giorno ed è per questo che tutti noi del Movimento per la vita siamo scesi in campo, per sostenere una vita umana sempre, dal concepimento alla morte naturale, come tu stessa riporti a proposito del nostro impegno. Rispetto a trent’anni fa, epoca della famosa legge 194, molto è cambiato perché allora si sapeva ben poco del concepito che si arrivava ad identificare nelle campagne referendarie come un grumo di sangue e si era anche spaventati dalle paurose previsioni dei radicali circa i postumi della tragedia di Seveso e di altre malformazioni fetali, insieme al desiderio di emancipazione che la donna voleva in qualche modo colmare e per certi aspetti a buon ragione. Chi ne ha fatto le spese in tutti questi anni sono un miliardo di vite umane soppresse con l’aborto. Stai leggendo bene: un miliardo, un numero sconvolgente! Ecco perché crediamo ci si debba battere per far capire alla gente che parliamo di una vita già formato nel grembo materno e che aspetta solo di nascere. La ragione prima ancora della fede dimostrano con chiarezza tutto questo e noi siamo contenti che la gente, anche chi più di venticinque anni fa ha votato a favore dell’aborto, oggi sia disposta a ripensarci e a ricredersi talvolta. Noi continueremo sempre e se aumentermo il numero dei nostri volontari, magari anche grazie a chi partiva da altre posizioni, beh allora vorrà dire che la strada è quella giusta. *
Movimento per la Vita Liguria
… almeno impara la matematica:
in 30 anni per fare 1 miliardo di aborti se ne dovrebbero fare … più di 30 milioni all’anno. Oppure nel conto ci sono anche tutti i cicli mestruali italiani?
Ma in quale strano universo parallelo vive mai l’autore dell’articolo?