Via Orti: una storia di protervia metropolitana

Scompare un altro aspetto della cara vecchia Milano

 

Nella Milano del terzo millennio esistono ancora luoghi dove i centri commerciali e i palazzi delle multinazionali non hanno soppiantato piccoli negozi e botteghe artigiane, dove si fa la spesa a piedi lasciando un passeggino sul marciapiede, e dove i passanti, incontrandosi, si salutano.
Via Orti è uno di questi luoghi. Qui un percorso pedonale consente di camminare tenendosi per mano o spingendo una bicicletta, lungo i negozi, le botteghe e i portoni delle case. In fondo alla via c’è lo sbocco su via Braida, un passaggio tradizionalmente utilizzato da tutti coloro che abitano, lavorano e frequentano quell’area per raggiungere a piedi i viali della circonvallazione.
Alla fine del 2007 gli attuali occupanti degli uffici al civico 18, il cui ingresso si affaccia su tale sbocco, hanno chiuso il transito pedonale saldandovi una cancellata. Con questo gesto arrogante impediscono il passaggio ai passanti e negano il valore storico di un sentiero costruito quando nella via c’erano, come racconta il nome, gli orti.

Fulmini sulla via della Forcola

Mai mettere i piedi per terra

 

 

Sono passato dalla Forcola di Livigno sotto un temporale con fulmini e saette. Un fulmine mi ha fuso lo specchietto retrovisore di sinistra rendendolo un moncherino fumante.

Se posso scriverlo sul blog è perchè ho tenuto i piedi sollevati da terra, nonostante il tuono, la puzza di zolfo, la luce azzurrina e le voci e visioni che mi sovrastavano dal cielo. L’officina che mi ha venduto lo specchietto nuovo ha tenuto il moncherino fumante e lo ha messo in una apposita vetrinetta di ex-voto motociclistici.