Il Dottor Spock e la 194

Marzo 6th, 2008

Ora basta. Tutto il chiacchiericcio su interruzione di gravidanza e 194, tendente più a smuovere visceri emotivi che a cercare confronto su un piano razionale, proprio non lo tollero.

Ecco una parola che si spreca: Vita. Dire che inizia al momento del concepimento è quantomeno vago.
Un feto di 100 gr fuori dall’utero può muovere un dito, ma nonostante questo non esistono mezzi per farlo sopravvivere all’esterno fino a maturità completa. Non nel 2008.
Quindi, ad oggi, un feto che non è in grado di sopravvivere se non nel corpo della madre, non è una vita autonoma.

Se in futuro lo sarà ne riparleremo. E per allora, forse, le donne sceglieranno di avere gravidanze fuori dall’utero e si risparmieranno anche il parto (e, già che ci sono, perchè non l’allattamento, i pannolini, le notti insonni…).

Attualmente la legge 194 concede la possibilità di interrompere la gravidanza entro dodici settimane e 6 giorni (sono 90 giorni) dall’ultima mestruazione.
Ma i parametri temporali sono vaghi. L’unico canone oggettivo che abbiamo per valutare i limiti di sopravvivenza autonoma di un feto sono le sue dimensioni, che si rilevano con un’ecografia.
Intorno ai 90 giorni un feto è lungo (dalla testa al sacro) 76 mm, il diametro biparietale della testa è di 22 mm e il femore misura 10 mm. E sono misure univoche, contrariamente al criterio temporale.

Un feto può avere speranze di sopravvivenza autonoma, al di fuori dell’utero, quando raggiunge le seguenti dimensioni: 58mm di diametro biparietale, 44mm di femore e 197mm di circonferenza addominale.
Generalmente queste misure si hanno intorno alle 24 settimane.
Ecco perchè parlare di “vitalità del feto” è fuorviante. Che esso sia semovente quando è all’interno del corpo della madre non ne fa necessariamente una vita autonoma al di fuori di esso. Non fino a quando abbia raggiunto determinate misure, non con i mezzi che abbiamo oggi.

Forse il vulcaniano Dottor Spock ha già sviluppato tecnologie che consentono gravidanze in parte o in tutto fuori dall’utero. Ma l’Enterprise sta navigando a molte galassie di distanza, e le rotte del Capitano Kirk non contemplano un passaggio nel sistema solare ancora per parecchio tempo.
Noi, qui sul vecchio globo terracqueo, dobbiamo perciò lasciare ancora gravidanze e nascite alla volontà e alla scelta delle sole che se ne possano fare carico. Le donne.

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1 Commento Aggiungi il tuo commento

  • 1. Layla  |  Novembre 9th, 2008 at 09:01

    è rassicurante leggere queste riflessioni. Grazie. Personalmente non auguro a nessun bambino di nascere con la placenta artificiale perché sua madre non l’ha voluto (situazione molto diversa dal “non poterlo tenere”).

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