PER LA LIBERTA’ di RICERCA SCIENTIFICA

Settembre 26th, 2007

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Nelle scorse settimane si è molto discusso della decisione
dell’Autorità britannica per l’embriologia e la fertilità
di aprire alla valutazione di progetti di ricerca
su embrioni ibridi uomo-animale.
La scelta del Regno unito è maturata a seguito
di una grande azione di coinvolgimento dell’opinione pubblica
e della comunità scientifica, decisamente favorevole
in ragione della potenziale utilità per la ricerca
contro malattie che colpiscono decine di milioni di persone
in Europa, dal cancro al Parkinson’s all’Alzheimer.

In Italia, la notizia ha invece scatenato le solite reazioni
volte ad agitare fantasmi e fomentare paure,
senza che nessuno si sia davvero posto il problema
di interpellare i protagonisti di questa svolta.

Come intergruppo Coscioni-Welby e Associazione Luca Coscioni
abbiamo chiesto ed ottenuto la disponibilità di quei protagonisti
per una pubblica audizione parlamentare su:

“Embrioni ibridi: la Gran Bretagna apre alla ricerca”

Con:
STEPHEN MINGER
Direttore del Laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali

Direttore del Laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali
del King’s College di Londra

EMILY JACKSON
Membro dell’HFEA
Autorità per la fertilità e l’embriologia britannica
Martedì 16 ottobre, dalle ore 10 alle 12.30
Sala delle conferenze in via del Pozzetto 158
L’incontro sarà pubblico e trasmesso da Radio radicale.

Sono invitati i Parlamentari, i membri del Comitato Nazionale di Bioetica
dell’Accademia dei Lincei e alcune tra le massime personalità scientifiche italiane,
oltre ai giornalisti.
Marco Cappato

Maria Antonietta Coscioni Farina

Piergiorgio Strata

Gilberto Corbellini

 

 

 

 

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1 Commento Aggiungi il tuo commento

  • 1. Anna  |  Ottobre 14th, 2007 at 00:14

    Caro dottore,
    e di questa associazione, cosa ci dice?
    Cordialmente
    am

    LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
    E LA MORTE A CUORE BATTENTE
    24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
    Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
    lega.nazionale@antipredazione.org
    www.antipredazione.org
    nata nel 1985
    COMUNICATO STAMPA
    ANNO XXIII - n. 9
    12 Ottobre 2007

    ROBBY: UNA FIABA INGANNEVOLE
    PER FAR ACCETTARE IL TRAPIANTO
    AI BAMBINI DI 5/6 ANNI

    I bambini vogliono sapere e per usare le parole degli autori “vogliono spesso sapere cosa li attende (e ne hanno il diritto) o cosa hanno vissuto da piccoli, perché hanno quella cicatrice sulla pancia, perché devono prendere tutti i giorni quella medicina…”. Diritto che è stato però tradito e usato per far circolare menzogne sui trapianti nelle scuole e nei reparti pediatrici.

    Ecco pronta una favola manipolatoria indorata per far digerire il rospo alle piccole cavie. Ecco il caso umano traslato nel mondo marino, dove Robby, un cucciolo di delfino con la pinna malata, riceverà in regalo dall’ “amico” squalo la pinna arcobaleno da trapiantare.
    Lavorando sulla simbologia della fiaba lo squalo rappresenta tutto il mondo dell’espianto. Scelta non fu mai così felice! Un predatore che si finge amico e regala ciò che non è suo, ma che ha “prelevato”, scassinando, da un forziere in un relitto in fondo al mare. L’espiantato è il forziere? Certo non è lo squalo, che al termine della fiaba “se ne sta al sole a bere succo di anemone con i suoi amici”.

    Ovviamente la pinna da trapiantare è più bella di quella naturale, lo squalo gli ha scritto che in lei brilla “la luce di tutti i tramonti e di tutte le stelle” ed è morbida da sempre. Quindi Robby è felice di poter sostituire la sua con la pinna arcobaleno. Nello stesso modo il cucciolo d’uomo ingannato potrebbe per emulazione accettare il trapianto; con ciò genitori e medici si scaricherebbero la coscienza dalla responsabilità di avere imposto un calvario di medicine, controlli e sofferenze.

    Agli adulti si fa credere che gli organi per trapianto provengano dai cadaveri (FALSO) e ai bambini si dice che l’organo (la pinna arcobaleno) viene trovato in un forziere. A nessuno viene detta la verità: ogni trapianto richiede un espianto da un vivo che ha perso la coscienza a cui è stata imposta per legge la morte cerebrale. Ma i trapiantisti diranno che il fine giustifica i mezzi.
    I bambini sono piccoli, ma non sono stupidi e nella loro semplicità sarebbero i primi, conoscendo la verità, a non accettare il trapianto, altrimenti perché costruire questa fiaba plagiatrice!

    Prodotto da tre donne zelanti, sotto l’egemonia dei trapiantisti (Edizioni San Paolo), la fiaba è stata dedicata ai 300 bambini trapiantati di fegato presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo dal 1997 ad oggi (progetto esteso al trapianto di polmoni, intestino e multiviscerale), ma non si dice quanti di loro sono ancora vivi, e come al solito neanche un pensiero a tutti i bambini espiantati a cuore battente, i cui organi nella narrazione sono stati equiparati alla “batteria nuova usata per aggiustare l’auto di papà”.

    In Italia si espiantano e trapiantano i neonati e si toglie la patria podestà ai genitori che si ribellano (v. comunicati stampa del 18/01/98 e 28/12/04); in altri Paesi i bambini non vengono usati così massicciamente come cavie e in Giappone è vietato il trapianto prima dei 6 anni e l’espianto prima dei 16 anni.

    Comitato Giovani
    Matteo Ciarimboli
    Presidente
    Nerina Negrello

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